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In ventimila manifestano contro la furia fascista a Macerata

Marianne Arens
21 febbraio 2018

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Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 30 dicembre 2017

Circa 20.000 manifestanti, molti dei quali giovani, hanno preso parte a una marcia antifascista a Macerata sabato pomeriggio. Una settimana prima, il 3 febbraio, un fascista locale, Luca Traini, aveva ferito sei residenti in una sparatoria razzista.

Dimostrazioni contro il fascismo si sono svolte anche a Bologna, Milano, Piacenza e in altre città. I giovani di tutta Italia, tuttavia, hanno insistito a recarsi a Macerata per dimostrare la loro solidarietà alle persone colpite e la loro prontezza a combattere il risorgere della minaccia fascista. Giovedì il Partito Democratico (PD) ha ufficialmente cancellato la manifestazione.

Uno stendardo diceva: "Jennifer, Mahamadou, Gideon, Wilson, Festus, Omar" - questi sono i nomi dei sei colpiti dalla sparatoria indiscriminata sulla gente di colore la settimana prima. Il sito del raduno di apertura, un piccolo parco, si è rapidamente riempito, e un umore felice e rilassato si è diffuso mentre la manifestazione prometteva di essere un successo. Molti hanno cantato e urlato slogan contro il fascismo e la guerra.

Alla domanda di un giornalista su cosa pensassero dell'assenza di politici del PD, un partecipante ha risposto: "ciò non mi sorprende". Una donna ha detto: "Non c'è più differenza tra la sinistra e la destra", e un'altra, "stiamo lottando anche per il nostro diritto a manifestare".

Giovedì il ministro dell'Interno Marco Minniti (PD) ha cercato di vietare la manifestazione. È stato sostenuto dal leader del PD Matteo Renzi, che ha invitato "tutti i lati" a "moderare i toni". In precedenza, il sindaco di Macerata Romano Carancini, anche lui del PD, ha avvertito di possibili conflitti violenti e sconsigliato ogni manifestazione.

Carancini ha basato questo avvertimento sulla sfrontata apparizione di organizzazioni fasciste come Forza Nuova e CasaPound, che anche avevano indetto manifestazioni. Il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha espresso pubblicamente la sua solidarietà con l'assassino Luca Traini e ha chiesto donazioni per le sue spese legali e giovedì sera circa 30 fascisti hanno sfilato rumorosamente e praticamente indisturbati per le vie di Macerata.

Tutte le organizzazioni che avevano inizialmente annunciato di parteciapre alla manifestazione, tra cui l'Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani (Anpi) e il sindacato Cgil, hanno subito ceduto annullando la manifestazione. L'alleanza elettorale Liberi e Uguali (LeU), che sostiene di essere alla sinistra del PD, ha fatto lo stesso.

Il candidato premier di LeU, Pietro Grasso, è intervenuto giovedì durante una visita a Macerata e ha sostenuto la decisione di annullare la manifestazione. Grasso ha detto che ha accettato la decisione del sindaco. Sentenziosamente, ha dichiarato che "l'antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica e della Costituzione, capisco le preoccupazioni e le tensioni, ma dobbiamo essere in grado di difendere i valori della democrazia" e che "non si può pensare che manifestazioni fasciste e antifasciste siano la stessa, dobbiamo essere capaci di fare una distinzione. La decisione se autorizzare la manifestazione dovrà essere presa da chi gestisce l'ordine pubblico".

In risposta a tutto ciò, svariate campagne pro-rifugiati, gruppi di solidarietà, ONG e persino singoli residenti di Macerata, hanno pubblicamente dichiarato che sarebbero scesi in piazza sabato come previsto per difendere gli immigrati dal fascismo e dal razzismo.

Sabato scorso il sindaco ha chiuso le scuole e l'università, e ha interrotto i trasporti pubblici alle 13:30. Ha posizionato una forza di polizia intimidatoria nel centro della città. Molti negozianti spaventati hanno chiuso i loro negozi e abbassato le serrande.

La manifestazione, tuttavia, è stata un successo. Ha avuto luogo in modo pacifico e ha reso chiaro che c'è un profondo divario tra la maggioranza della popolazione italiana e la classe politica. Ha mostrato che gran parte della gioventù e della classe lavoratrice non sono d'accordo con i programmi xenofobi e le politiche di destra del governo.

Le campagne elettorali di tutti i partiti per le elezioni del 4 marzo sono in gran parte caratterizzate da nazionalismo e xenofobia, un clima che favorisce le forze di destra e fasciste. La Lega, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle cercano di superarsi l'un l'altro con proposte anti-immigrazione, mentre il governo del PD sta preparando truppe per il Nord Africa e facendo causa comune con la Guardia Costiera Libica contro i migranti. L'élite politica ha creato un clima in cui da settimane c'è una " ondata nera" di attacchi di estremisti di destra.

La resistenza a questa ondata sta crescendo ma non trova espressione nel panorama dei partiti esistente. Anche le alleanze elettorali alla "sinistra" del PD non offrono alternative. Piuttosto, sono state create per catturare qualsiasi movimento indipendente nella classe lavoratrice e incanalarlo nei vecchi canali della politica borghese.

Ciò vale in particolare per l'alleanza elettorale di LeU e il suo candidato premier, Pietro Grasso. Questa alleanza consiste principalmente di politici provenienti dal Partito Comunista Italiano, che si sciolse nel 1991. Molti di loro hanno già ricoperto posizioni di responsabilità nei governi, nello Stato o nei sindacati. Questi includono quadri di partito veterani come Massimo D'Alema, Pier Luigi Bersani e Guglielmo Epifani. Bersani è stato per anni segretario del Partito Democratico (PD), Epifani segretario generale del sindacato Cgil, e D'Alema perfino primo ministro e ministro degli Esteri nel governo Prodi.

Nell'attuale campagna elettorale, stanno prendendo di mira Matteo Renzi, che li ha emarginati da quando ha assunto la guida del PD e del governo quattro anni fa. Renzi proviene dalla fazione democristiana della Margherita, con la quale i Democratici di Sinistra (DS) si sono fusi nell'ottobre del 2007 per diventare il Partito Democratico (PD). Da allora, questa ala ha progessivamente determinato la linea del partito.

Nel dicembre 2016, quando la sconfitta di Renzi al referendum costituzionale ha rivelato la diminuzione dell'influenza del PD, alcuni vecchi stalinisti hanno concluso che era necessario fondare un partito al di fuori del PD per sostenere il dominio borghese. Su questa base, il Movimento Democratico e Progressista (MDP), una scissione del PD, e Possibile si sono uniti a Sinistra Italiana (SI) per formare LeU nel dicembre 2017. I leader di LeU hanno dichiarato più volte che avrebbero tollerato un governo del PD purché senza Renzi.

Il candidato premier Pietro Grasso è l'ex presidente del Senato e procuratore anti-mafia. Ha reso più volte chiaro che vede la situazione politica attraverso gli occhi di un pubblico ministero, subordinando tutto allo Stato a cui conferisce il potere di vietare immediatamente qualsiasi movimento indipendente. Ciò è stato evidenziato anche dal suo appello a cancellare la manifestazione a Macerata.

Le forze di destra e fasciste sono strettamente legate allo Stato italiano. La polizia e l'esercito spesso simpatizzano con i fascisti, mentre allo stesso tempo danno la caccia agli immigrati privi di documenti e ai socialisti, e sigillano i confini contro le persone che fuggono dalle guerre imperialiste.